Sarà che come dice il proverbio “la gatta frettolosa fa i gattini ciechi”, ma i nostri mici sono dei veri e propri amanti del relax. Intere giornate trascorse su divani, cuccette e lettini, sdraiati, a dormire o a fare le fusa. E finalmente, nei momenti di massima attività, via con giochi e pasticci. Ma vediamo meglio come si rilassano i gatti: come tranquillizzarli quando sono agitati, come farli giocare correttamente, come favorire il loro relax e infine quali benefici ricavano dallo svago, e quali possiamo ricavare noi.

 

Come calmare un gatto agitato

Come abbiamo detto, il gatto è un animale che ama oziare e rilassarsi. Tuttavia ci sono delle circostanze (viaggi in auto, visite dal veterinario, i tuoni durante un temporale, la presenza di estranei o di altri gatti nelle vicinanze) che possono rendere il nostro micio agitato e nervoso; e chi si è trovato davanti un gatto in queste condizioni, sa che è molto difficile, non solo calmarlo, ma addirittura averci a che fare. Ecco allora qualche consiglio che può aiutarci a far rilassare un gatto indisposto.

  • Per ottenere la calma, agisci con calma. Cerca di tranquillizzare il tuo gatto usando un tono di voce lieve. Trattalo con dolcezza, facendogli capire che non rappresenti una minaccia.
  • Ribalta la situazione. Cerca di capire la causa scatenante del malore e modifica di conseguenza l'ambiente che circonda il tuo gatto.
  • Dagli il giusto spazio. Se non puoi modificare l'ambiente, confinalo in un'altra stanza tranquilla, aspettando che si calmi. Per spostarlo usa un asciugamano e avvolgilo dentro lasciando fuori la testa.
  • Lo scherzo è bello quando dura poco. Se l'agitazione persiste, consulta il veterinario che può stabilire se si tratta di un sintomo collegato a dolori, patologie o altri problemi. Inoltre il veterinario potrebbe ritenere opportuno prescrivere dei trattamenti medici per aiutare il tuo amico.

Esistono comunque altri metodi innovativi che possono tranquillizzare il tuo gatto, e alleviare il suo stress.

 

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Prendilo per il naso. Usare i feromoni per calmare il proprio gatto

I feromoni sono sostanze chimiche che vengono rilasciate da alcune ghiandole situate nel corpo dei gatti. Queste si trovano sul muso, nella schiena, nelle zampe e nella coda, e vengono utilizzate dai gatti per comunicare con gli altri esemplari della specie. Alcuni di questi feromoni, come quelli facciali, rilasciati dai nostri mici quando marcano il territorio, possono servire a calmare i gatti stressati. Questi feromoni infatti possono rassicurare il gatto, creando in lui una sensazione di familiarità e sicurezza anche in situazioni di stress, come traslochi, cambi d'arredo o durante i trasporti. È proprio per questo motivo che nella nostra Gold Cat Friendly Clinic, in linea con i dettami dell'International Society for Feline Medicine (ISFM), e insieme a tanti altri accorgimenti, utilizziamo i feromoni, così da tranquillizzare i mici che devono subire lo stress prima del trasporto e poi del nuovo ambiente di arrivo.

In commercio esistono dei diffusori di feromoni per tranquillizzare i gatti. Tuttavia è opportuno chiedere un consulto al proprio veterinario, per capire se è il caso o meno di farne uso, specie se prolungato, in casa.

 

Musica per le loro orecchie: usare la musica per rilassare i gatti

A quanto pare anche alcuni suoni riescono a calmare i gatti. Quel che è certo, però, è che i nostri amici hanno gusti musicali totalmente differenti dai nostri. Sebbene certa musica classica sia notoriamente apprezzata dagli animali, non sempre i nostri gatti dimostrano di essere estimatori delle grandi sinfonie.

Alcuni ricercatori dell'Università del Wisconsin sono invece riusciti a selezionare alcune frequenze, in linea con le emissioni sonore dei gatti e le loro fusa, realizzando alcune composizioni che riescono a rasserenare i nostri mici. Nello specifico, questi suoni inducono nei gatti un comportamento positivo che sfocia in fusa ripetute e continuo interesse nei confronti della “melodia”.

 

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Non solo relax. L'importanza del gioco e dello svago per il nostro gatto

Il gioco, come per tutti gli animali, è un'attività fondamentale per lo sviluppo fisico e sociale del nostro gatto. A partire dai primi mesi di vita il gattino inizia giocare. Saltando e arrampicandosi, impara ad esplorare il mondo circostante; afferrando e balzando sugli oggetti, mette in atto i primi istinti cacciatori. In tutti i casi, il gioco lo aiuta a sviluppare capacità muscolari come pure l'intelligenza. Non solo: il gioco è importante anche a livello affettivo e nel rapporto con gli altri. Un gatto privato dei giochi, specie nei primissimi mesi di vita, soffrirà di carenze affettive e avrà difficoltà a socializzare con altri gatti per tutta la vita.

Il gioco dunque è importantissimo per la formazione del gatto, e allo stesso tempo può essere sfruttato per impartirgli una buona educazione. Ricambiare una buona azione con un gioco, un premio o una ricompensa è infatti il metodo più efficace per educarlo a comportarsi bene. Questo, dunque, al pari di coccole, carezze e bocconcini, aiuterà a costruire e mantenere un ottimo rapporto con il proprio gatto.

 

La terapia della fusa: come il nostro gatto può aiutarci a farci rilassare

La psicologia è oggi unanimemente concorde nell’affermare che gli animali aiutano a prevenire e curare stati d'ansia, stress e depressione. Proprio partendo da questo assunto si è sviluppata quella filosofia medica chiamata appunto Pet therapy. Per questa ragione, alcuni ospedali e case di cura, riconoscendo loro un valore terapeutico, hanno introdotto gli animali nei loro ambienti allo scopo di sostituire validamente alcuni farmaci.

Una ricerca dell'Università del Minnesota, per esempio, ha svolto una ricerca proprio sui gatti rilevando che oltre ad avere un potere calmante e rilassante le fusa dei nostri micetti possono addirittura ridurre il rischio di infarto e di ictus addirittura fino al 40%, perfino in pazienti cardiopatici.

Stabilire un rapporto affettivo con un gatto (o con qualsiasi altro pet), può essere una tappa importante nella vita di un malato, di un anziano o – più generalmente – di qualsiasi altra persona.

 

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