La citologia, branca della biologia che studia la struttura e le funzioni della cellula, è un potente sussidio diagnostico in medicina veterinaria. L’esame citologico funge da vera e propria tecnica di indagine collaterale alla quale i medici della clinica veterinaria Animal Hospital ricorrono per giungere ad una diagnosi, identificare la natura della lesione (neoplasia o flogosi), trovare una  terapia, dare un giudizio prognostico e/o indicare ulteriori procedure da mettere in atto.

Nella maggior parte dei casi, il campione citologico può essere ottenuto in modo veloce, facile ed economico ed il rischio per il paziente è scarso o nullo. Per ottenere un campione citologico utilizziamo i seguenti elementi: Fissativo, Colorante, Microscopio e Centrifuga.

Il fissativo è un elemento chimico che serve per trattare il frammento d’organo analizzato preservando e stabilizzando la consistenza dei tessuti e inattivando gli enzimi autolitici. Ogni fissativo nella fase di stabilizzazione delle strutture provoca degli artefatti di struttura, ovvero immagini inesistenti prima della fissazione che servono ad esaminare con attenzione il frammento. Il metodo di fissazione ed il tipo di fissativo da utilizzare vengono inoltre scelti opportunamente in base al tipo di strutture che si desiderano studiare e in base alla colorazione da adottare. I migliori fissativi sono quelli che determinano una precipitazione dei componenti cellulari in minutissimi granuli. Per quanto riguarda il colorante, esso viene praticato principalmente per mettere in risalto le singole componenti strutturali o per identificare costituenti chimici particolari del tessuto. Se il tessuto da esaminare consiste in un mono-strato di cellule, esso viene osservato al microscopio, negli altri casi si utilizza la colorazione. Esistono coloranti naturali, sintetici, di origine animale o vegetale, vitali e sopravitali.

Varie sono le tecniche usate per ottenere campioni citologici e preparare vetrini e ciò dipende dalla sede anatomica della lesione, nonché dalle caratteristiche del tessuto da campionare e dal paziente (es. trattabilità). I prelievi citologici è possibile ottenerli attraverso diversi metodi:

- la Scarificazione consiste in un’ incisione superficiale della cute effettuata in sede chirurgica per lesioni cutanee piatte e asciutte non adatte alla biopsia con ago sottile;

- la Biopsia ad Ago Infissione (con o senza aspirazione) è una tecnica utilizzata per masse superficiali o interne, linfonodi, organi interni e raccolte di liquido. E’ poco invasiva e dunque maggiormente utilizzata, di solito è preferibile eseguirla con AGHI 18-22 GAUGE, SIRINGHE DI 2,5- 5 ML e VETRINI CON BANDA SMERIGLIATA ed è importante che il prelievo e l’allestimento del preparato siano di ottima qualità;

- il Tampone è una tecnica utilizzata per i tamponi vaginali ed i tragitti fistolosi, utile nei tragitti fistolosi per classificare il tipo di risposta infiammatoria ed identificare l’agente eziologico. In caso di campionamenti da lesioni asciutte è opportuno inumidire il tampone con soluzione fisiologica per ridurre l’eventuale probabilità di rottura delle cellule durante il prelievo e durante la preparazione del vetrino.

I Vantaggi dell’esame citologico sono:

  • Rapidità di esecuzione
  • Semplicità di esecuzione
  • Basso costo
  • Scarsa invasività e atraumaticità
  • Ripetibilità

Limiti:

  • Campioni non diagnostici
  • Necessità del supporto clinico
  • Possibilità di errori

Probabilmente il giudizio più importante da formulare quando si interpreta un campione citologico è quello di definire la natura neoplastica o infiammatoria della lesione. Se la valutazione risulta difficile, il campione può essere inviato ad un patologo/citologo oppure in alternativa, può essere eseguita una biopsia istologica.

CITOLOGIA LINFONODALE

La citologia linfonodale ovvero la valutazione citologica dei linfonodi, dimostra come la citologia diagnostica possa fornire ottimi esiti. Essa risulta semplice ed estremamente utile nel differenziare forme infiammatorie, infettive o neoplastiche. È utilizzabile nella valutazione di possibili metastasi, ma per lo più nella caratterizzazione del LINFOMA. Cause comuni di linfoadenopatia inquadrabili con la citologia sono: stimolazione immune (iperplasia o linfoadenopatia reattiva), infiammazione (linfoadenite suppurativa, eosinofilica, piogranulomatosa o granulomatosa), neoplasia (linfoma o metastasi), leishmaniosi. Altre applicazioni pratiche della citologia sono i raschiati cutanei per la diagnosi delle rogne, i tamponi auricolari per la diagnosi di otiti batteriche e/o parassitarie, lo striscio ematico per lo studio delle cellule del sangue, lo  studio del midollo osseo, dei versamenti cavitari, lo striscio vaginale e l’analisi del sedimento urinario.