Tra i problemi più grandi che i padroni di cani riscontrano a livello di salute dei propri pets ci sono indubbiamente la filaria e la leishmania, due parassiti trasmessi dalla zanzara e che portano a due malattie pericolose, la filariosi e la leishmaniosi. Entrambi i parassiti sono presenti in Italia, anche se sono molto diversi e in Italia sono distribuiti in modo differente.

Facciamo chiarezza sulle differenze sui due parassiti e sulle conseguenze che ciascuno di loro determina sulla salute del cane. In entrambi i casi è fondamentale sapere che la prevenzione è il primo modo per diminuire la possibilità di contrarre queste due malattie.

Un elemento importante da sottolineare è che la zanzara, oltre che un vettore biologico è anche un ospite intermedio: sia la filaria che la leishmania subiscono delle modificazioni all’interno della zanzara stessa ed evolvono per diventare la forma infestante per il cane. Ciò significa che i parassiti hanno bisogno della zanzara per diffondersi e soprattutto, che il contagio di filariosi o di leishmaniosi non può avvenire con il solo contatto del sangue di un altro cane malato.

 FILARIA NEL CANE: COSA È E QUALI CONSEGUENZE PORTA

La filaria è un parassita appartenente al genere Dirofilaria: veri e propri vermi, le cui larve possono essere trasmesse dalla maggior parte delle zanzare, compresa quella tigre, attive sia di giorno che di notte.

In Italia esistono due tipi di dirofilaria:

  • Dirofilaria repens, localizzata solitamente a livello cutaneo, crea dei noduli e raramente può infestare anche l’uomo;
  • Dirofilaria immitis: in questo caso i parassiti adulti (lunghi da 10 a 30 cm) si localizzano nel ventricolo destro del cuore e nelle arterie polmonari.

Il ciclo biologico di quest’ultimo tipo inizia se nel cuore del cane sono presenti parassiti adulti di sesso opposto; vengono quindi prodotte delle uova che schiudono all’interno del parassita e la femmina espelle direttamente nel circolo sanguigno le cosiddette microfilarie.

Ciò implica che se una zanzara punge il cane, con il sangue ingurgita anche le microfilarie, che si trasformeranno, attraverso vari stadi, in larve infestanti: a quel punto, se la zanzara punge un altro cane può trasmettere la filaria, perché le larve immesse nel suo corpo evolveranno, diventando parassiti adulti nel cuore destro e nelle arterie polmonari.

A questo punto iniziano i problemi. Vediamo quali.

Sintomi della filariosi

I principali sintomi della filaria nel cane sono:

  • insufficienza cardiaca di diversa gravità
  • dimagrimento
  • stanchezza
  • crisi respiratorie
  • perdite di conoscenza nei casi più gravi.

 

Prevenire, diagnosticare e curare la filariosi

Esistono diversi esami per fare diagnosi: il più comune e veloce può essere fatto con il prelievo di una goccia di sangue. Si tratta di un esame semplice, effettuato anche presso il laboratorio di analisi cliniche veterinarie Animal Hospital.

Ricordiamo che ancora non esiste un vaccino per proteggere dalla filaria, ma esistono diversi principi attivi in grado di prevenire la filariosi, con prodotti in grado di uccidere le larve agli stadi precedenti quello infestante.

Nel caso in cui la filaria sia stata contratta, è possibile agire con una terapia mirata a debellare gli esemplari adulti dei parassiti, con farmaci da somministrare sotto controllo veterinario.

La filaria ha infatti diversi gradi di gravità e ogni cane ha la sua storia: ogni terapia va quindi tarata e mirata secondo le singole esigenze.

 

LEISHMANIA NEL CANE

La leishmania è un parassita trasmesso da un solo tipo di zanzara, il pappataceo o flebotomo, attivo prevalentemente dal tramonto all’alba; il ciclo biologico della Leishmania comincia quando la zanzara assume sangue da un cane infetto, assorbendo anche gli amastigoti che sono forme non infettanti di Leishmania. A quel punto iniziano alcune modificazioni del parassita che lo trasformano in flagellata promastigote, la forma infettante di Leishmania e se la zanzara punge il cane, può trasmettergliela.

La leishmaniosi può svilupparsi o meno: queste sono le tre situazioni possibili:

  • il sistema immunitario del cane è resistente ed è in grado di eliminare la Leishmania;
  • il cane è sensibile e sviluppa la malattia;
  • il cane è sensibile, si infetta ma non sviluppa la malattia: ciò significa che la Leishmania è presente nel corpo del cane ma in forma quiescente e potrebbe prima o poi proliferare e sviluppare la malattia.

 

Sintomi, diagnosi e terapia Leishmaniosi

La sintomatologia della leishmaniosi è piuttosto varia e questo determina che ci si può accorgere che il cane ha contratto la malattia anche dopo mesi, o addirittura anni dall’infezione.

I sintomi più evidenti della Leishmaniosi sono:

  • ingrossamento linfonodi
  • perdita di peso
  • perdita di sangue dal naso
  • dermatite
  • zoppia
  • problemi urinari
  • patologie oculari
  • depressione sensoriale

La leishmaniosi viene diagnosticata tramite appositi esami di laboratorio che evidenziano il parassita oppure gli anticorpi prodotti dall’organismo nei confronti dello stesso.

La terapia della leishmaniosi è abbastanza complessa e dipende dal quadro clinico del cane: data la varietà dei sintomi, anche la riuscita è diversa e si possono avere miglioramenti ma non l’eliminazione della malattia. Inoltre eventuali danni a organi interni che determinano un’in sufficienza, rendono necessaria anche la somministrazione di una terapia ad hoc.

Come per la filariosi, la lotta contro la leishmaniosi passa dalla prevenzione: oltre al vaccino che non protegge al 100% ma diminuisce la possibilità di infezione, è importante evitare le punture di zanzara utilizzando i dispositivi adeguati (collari, spot on, prodotti repellenti).

Vi aspettiamo in Clinica per una visita di controllo e per valutare le possibili azioni di prevenzione e di cura.