La Parvovirosi Canina, è una malattia estremamente contagiosa che colpisce i cani domestici, in particolare i cuccioli e i cani adulti non vaccinati. Il virus viene espulso con le feci di cani infette da diverse settimane, la trasmissione avviene per l’appunto attraverso il contatto orale con materiale fecale infetto. Il Parvovirus canino oltre ad essere molto contagioso è anche molto resistente ai comuni detergenti e disinfettanti per la casa e può sopravvivere nell’ambiente fino a parecchi mesi. L’incubazione della malattia va dai 7 ai 14 giorni e può colpire i cani di qualsiasi età, sebbene la maggior parte dei casi si verifichi nei cuccioli giovani di età compresa tra le 6 settimane e i 6 mesi. Gli animali non vaccinati o parzialmente vaccinati presentano un rischio considerevolmente più elevato di sviluppare Parvovirosi. I cani giovani, immunocompromessi, stressati o malati sono particolarmente suscettibili a questa malattia. Il virus viene espulso con le feci prima del manifestarsi dei sintomi che compaiono entro i 5-10 giorni successivi l’infezione e comportano disagio gastrointestinale improvviso e grave.

Trasmissione

Come accennato il virus si annida nell’ambiente ed ha una forte resistenza, viene disseminato tramite i fluidi organici di animali infetti (vomito, saliva, feci e urina) quindi viene contratto dal cane sano per via orale, con ingestione o semplice contatto delle mucose con materiale infetto, tale modalità di trasmissione è detta “orizzontale” ed è la più comune. Esiste poi la modalità di trasmissione “verticale”, ovvero quando la madre
infetta, contagia il feto.

Principalmente il virus attacca le cellule in intensa replicazione quindi l’apparato
gastroenterico del cane o, con minore frequenza, il cuore.
Quando si manifesta con gastroenterite emorragica il virus penetra nel naso e/o nella bocca e comincia a replicarsi nelle tonsille, invade quindi il sistema circolatorio e infine milza, timo, linfonodi e intestino tenue, portando la necrosi dei tessuti. L’eliminazione del virus con le feci inizia già dopo 3-4 giorni e continuerà per 40 giorni dopo la guarigione.

Epidemiologia

Alcune razze vengono descritte come predisposte all’infezione da Parvovirus Canino, quali Dobermann Pinscher, Rottweiler, English Springer Spaniel, Pastore Tedesco, American Pit Bull Terrier e Bassotto. Queste razze, una volta contratta l’infezione, tendono a sviluppare sintomi più gravi. La ragione di questa ridotta resistenza all’infezione parvovirale in queste razze non è nota. Sempre per ragioni sconosciute, il Barbone Toy e il Cocker Spaniel sembrano presentare un rischio ridotto di infezioni. Gli animali non vaccinati o parzialmente

vaccinati presentano un rischio considerevolmente più elevato di sviluppare Parvovirosi Anche i cuccioli le cui madri sono state regolarmente vaccinate vengono colpiti con minore frequenza e meno gravemente dalla Parvovirosi. Questo perché la vaccinazione della madre aumenta i livelli degli anticorpi materni circolanti nei giovani cuccioli.

Sintomi

Nella fase acuta della malattia parvovirale, il proprietario dell’animale può osservare uno o più dei seguenti segni clinici:

  • Abbattimento
  • Letargia (esordio acuto)
  • Perdita di peso, inappetenza, anoressia
  • Diarrea profusa, spesso sanguinolenta, maleodorante
  • Presenza di sangue rosso vivo nelle feci, e/o muco
  • Vomito
  • Febbre (può essere molto alta)
  • Aumento della frequenza cardiaca (tachicardia)
  • Dolore addominale
  • Disidratazione
  • Shock, Collasso.

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata attraverso le informazioni raccolte durante la visita clinica effettuata dal veterinario, spesso avvalendosi dell’ausilio di indagini diagnostiche collaterali. La visita approfondita prevede innanzitutto un’accurata raccolta dei dati anamnestici (storia clinica del paziente), è fondamentale che il proprietario sia attento nel riferire ogni singolo sintomo e comportamento anomalo del proprio animale senza tralasciare dettagli che possono risultare importanti nel raggiungimento della diagnosi. L’esame clinico del tratto gastroenterico inizia con un’ ispezione della cavità orale, del collo, prosegue con una palpazione attenta dell’ addome fino a giungere all’esplorazione rettale. In genere, la raccolta dati iniziale include analisi del sangue e delle urine. I risultati di queste analisi possono essere di aiuto al veterinario per escludere o identificare la presenza di Parvovirosi. L’esecuzione di radiografie e/o ecografie addominali, possono risultare essenziali per escludere altre cause di disagio gastrointestinale, come l’ occlusione dovuta alla presenza di un corpo estraneo o altre forme di ostruzione intestinale. Attualmente, il modo migliore per diagnosticare l’infezione da Parvovirus canino è l’identificazione degli antigeni virali, che può essere effettuata mediante l’esecuzione di un test ELISA su un campione fecale. Tecniche più avanzate e precise per individuare l’infezione da Parvovirus includono il test PCR (reazione a catena della polimerasi), la microscopia elettronica, le colture tissutali e l’isolamento virale.